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Roberto Scaramuzza - Linkedin profile

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Dai valore a ciò che sei e che sai

Quando si cerca lavoro è importante concentrarsi sulle caratteristiche che ci contraddistinguono oltre che sulle competenze che condividiamo con tanti altri. In realtà, di fronte a mercati e scenari che si evolvono velocemente, sempre più spesso le aziende cercano nelle loro risorse requisiti per i quali non esistono attestati. Per questo, è importante valorizzare al massimo le nostre qualità, mettendo in luce la capacità di essere flessibili, in grado di adattarci a contesti diversi e di rispondere a sfide sempre più complesse con strategie nuove. La responsabilità di farci conoscere e apprezzare all’esterno è affidata a noi.

Questo approccio è importante anche durante i colloqui: un consulente di selezione ha tutto l’interesse a incontrare una persona consapevole dei propri punti di forza e delle aree di miglioramento, in modo da poter costruire da subito una relazione basata sulla trasparenza e sulla fiducia.

Inizia ora a investire su te stesso.

Sviluppa il tuo network

Cercare lavoro è un’attività che richiede molto impegno e tanto tempo. In un certo senso, non bisognerebbe smettere mai di portare avanti la propria ricerca, soprattutto oggi che il mondo delle professioni è in costante evoluzione e capita più spesso di cambiare ruolo o azienda. È fondamentale riuscire a sviluppare un network di relazioni (Linkedin, Xing, Viadeo) da coltivare nel tempo, ponendosi di fronte agli interlocutori con un approccio aperto ma soprattutto elastico: un colloquio non conclusosi con un’assunzione può comunque rappresentare un’occasione per farci conoscere; chi non ha potuto aiutarci adesso, forse ci ricontatterà in futuro (o potremo farlo noi), se sapremo instaurare con lui un rapporto di stima e fiducia.

Potendo, sarebbe bene sostenere almeno un colloquio all’anno, non solo quando si cerca lavoro. Ciò è utile per capire come cambia il panorama delle ricerche di collaboratori e quali sono le nuove competenze richieste. Infine, è consigliabile mantenere sempre il propriocurriculum aggiornato e inviarlo periodicamente alle aziende, ai siti di recruiting o ai social network, perché in genere sono le candidature più recenti a essere prese in considerazione.

Fai conoscere il tuo potenziale.

Il Colloquio

Quando finalmente si riesce a ottenere un colloquio di lavoro è importante presentarsi preparati, da tutti i punti di vista. Arrivare in orario, ricordandosi il nome della persona da incontrare, è essenziale. Anche l’abbigliamento non è di secondaria importanza: per tutti noi è naturale farci un’idea di chi abbiamo di fronte anche in base al suo modo di vestire. Per questo, è bene scegliere un look in cui ci si sente a proprio agio, ma comunque curato e adatto al tipo di ambiente.

Un esperto di selezione sarà in grado di ottenere un gran numero di informazioni sul nostro conto anche dal linguaggio non verbale, dal nostro modo di porci e di gestire le emozioni.

Serietà, etica e self control sono l’ideale e, insieme a un atteggiamento positivo ed empatico, ci aiuteranno a trasformare il colloquio in un’occasione per farci conoscere e ampliare il nostro network, a prescindere dall’esito della conversazione.

Durante l’incontro ci verrà chiesto di raccontare le nostre esperienze, la nostra formazione, ma anche il nostro carattere, il motivo per cui ci siamo candidati e gli interessi extra-lavorativi. Nascondere le proprie le aree di miglioramento non serve, mentre dimostrare di saperle riconoscere e gestire può trasformarle in punti di forza. Naturalmente ci saranno poste anche domande più tecniche, legate al tipo di ruolo per cui ci candidiamo e al settore di appartenenza dell’azienda. Mostrarsi aggiornati aiuta a fornire un’idea dell’importanza del contributo che si potrà fornire una volta assunti.

La seconda parte del colloquio è dedicata alle nostre domande: è il momento di chiedere maggiori dettagli su funzione, mansioni, valori aziendali, gli eventuali prossimi step di selezione e le tempistiche.

Al colloquio individuale a volte vengono integrate altre modalità di valutazione, quali:

• le dinamiche di gruppo, che consistono in una discussione a cui partecipano 6-10 persone alla presenza di selezionatori che rimarranno, una volta spiegate le regole, osservatori silenziosi. In un breve lasso di tempo verrà chiesto di studiare individualmente un “caso” scritto e si avrà poi mezz’ora per discuterlo insieme e arrivare ad una decisione condivisa.

• i test attitudinali, utilizzati per la ricerca di alcune specifiche posizioni, a completmento del colloquio.

Mettersi in gioco è il primo modo per cogliere le opportunità.

Il Curriculum

Scrivere un curriculum efficace è il primo modo per dare un saggio delle proprie capacità. Chi lo riceve ha a disposizione poche righe per valutare se sta leggendo la candidatura di una persona capace, preparata, motivata e anche umanamente interessante.

Per questo, è importante preparare una lettera di presentazione e un curriculum strutturati,chiariben scritti e in grado di raccontare veramente chi siamo.

La lettera di presentazione

Chiedere a una persona di dedicarci del tempo implica che, in primo luogo, siamo noi a investire un po’ del nostro cercando di scrivere un testo serio e attendibile.

Il contenuto, il modo in cui ci presentiamo, il tono con cui ci rivolgiamo al destinatario sono tutti elementi utili a determinare la sua eventuale decisione di incontrarci personalmente. È importante avere ben chiaro chi è il nostro interlocutore e spiegargli quali sono le nostre competenze (skills), gli obiettivi professionali e il nostro grado di motivazione nel proporci alla sua azienda, senza dare l’impressione di avere scritto la stessa lettera a decine di persone. Quando parliamo di noi, è meglio farlo in modo sobrio e semplice, cercando di non cedere alla tentazione di distinguerci con affermazioni esagerate o poco credibili. Gli eccessi non sono mai un segno di stile e a volte possono dare l’impressione di una certa ingenuità.

Meglio non abusare della disponibilità dell’interlocutore e scrivere un testo che non superi le 20 righe.

Il CV perfetto? Quello che parla di te.

Un buon curriculum vitae dovrebbe essere come un biglietto da visita: essenzialechiaro e in grado di fornire immediatamente le informazioni di maggior interesse.

Sintesi e chiarezza possono ben convivere con uno stile personale, se ben dosato; anzi, in questo modo il curriculum si trasforma in un vero e proprio strumento di comunicazione.

Come nella vita, la sincerità è la scelta migliore: dire chiaramente quali sono le proprie competenze e aspirazioni alla lunga paga. Una volta assunti, infatti, nello svolgimento delle attività quotidiane ogni informazione distorta o esagerata sarà facilmente scoperta.

Per dare al testo una struttura che permetta di individuare facilmente le informazioni più importanti, è meglio suddividerlo in paragrafi, in base al contenuto. Le sezioni più frequentemente utilizzate sono:

Dati anagrafici

Non sarà inutile ricordare che bisogna fornirli tutti: nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza e/o domicilio, recapiti telefonici, e-mail e stato civile.

Percorso formativo

Ogni titolo va indicato precisando la data di conseguimento e il voto, soprattutto se alto. Anche le competenze linguistiche e informatiche sono da segnalare con precisione, specificando il livello di conoscenza che si possiede ed eventuali attestati o corsi che lo certifichino.

Esperienze professionali

È la sezione più importante di un curriculum. Nel ricostruire il proprio percorso lavorativo, specie se lungo, può essere preferibile riportare le diverse esperienze in ordine cronologico, dando maggior rilievo a quelle più recenti e precisando la durata di ciascuna attività, il ruolo e le mansioni. Lo stesso vale per chi ha ricoperto incarichi diversi nella stessa un’azienda o ha cambiato società all’interno di un Gruppo.

Il nome delle organizzazioni presso cui si è lavorato o si lavora non va necessariamente menzionato, ma è sempre utile descriverne le dimensioni (numero di dipendenti, fatturato) e il settore merceologico. Inoltre, se ci si candida per un ruolo di un certo livello, si può segnalare la figura aziendale di riporto e le risorse gestite o coordinate.

Infine, se il curriculum viene redatto in inglese, è meglio allegarne comunque anche una versione in italiano.

Ulteriori informazioni

Si può raccontare, senza dilungarsi troppo, quali sono i propri hobby e passioni, specialmente se questi sono utili per mettere in evidenza attitudini organizzative e di leadership.

Infine, due considerazioni utili per completare un buon curriculum: una riguarda l’autorizzazione al trattamento dei dati secondo la nuova legge sulla Privacy (art.13 dlgs 196/2003), che bisogna ricordarsi di inserire; l’altra è relativa all’aspetto formale del curriculum: errori di ortografia, grammatica o refusi sono inaccettabili, qualsiasi sia il ruolo per cui ci si candida.

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