Gruppo di imprenditori si organizza per lasciare l’Italia


Roberto Scaramuzza - Linkedin profile

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Tasse troppo alte e difficolta’ burocratiche hanno spinto Andrea Zucchi a lanciare il progetto “Passaporto per la vita”: riunire una comunita’ di italiani interessati a scappare per fare affari all’estero.

Roma – “Mi spiace ma non mi ucciderò. Le tasse mi strangolano e lo fanno con consapevolezza che pare criminale. Ho più crediti che debiti con lo stato ma non mi permette di compensarli. E mi diffida e mi minaccia e mi sequestra le cose. Chiudo una aziendina, la mia, che per ora non perde soldi e faccio quattro disoccupati. Uno dei quattro sono io. Poi mi siedo sul divano e fisso nel vuoto finché non mi passa la voglia di bruciare questo paese. Non mi ucciderò. Me ne andrò con i miei bambini e osserverò da lontano questo paese bruciare nelle sue cazzate”.

Sono parole molto forti quelle con cui Andrea Zucchi, imprenditore italiano, ha deciso di aprire la pagina web, Manifesto del suo progetto: creare una comunita’ di persone, non solo businessman, che hanno la voglia e il coraggio e le possibilita’ di lasciare l’Italia per andare a fare affari all’estero. Aiutandosi vicendevolmente e magari collaborare in futuro.

Sinora sono gia’ oltre 500 le adesioni raccolte sul gruppo Facebook, nato due mesi fa. Non si tratta di “lavoratori, consumatori, men che meno cervelli in fuga” verso l’ignoto, ma piuttosto di 500 persone comuni, come preferisce chiamarle il promotore dell’iniziativa.

Unico requisito: avere voglia di lavorare per se stessi e per la propria famiglia. Italiani che non sopportano piu’ un sistema ‘suicidario’. Uomini e donne con cui Zucchi non vuole creare solo opportunita’ di business, ma una comunita’, legata anche emotivamente, con cui condividere le prossime scelte.

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