L’Europa sta morendo di austerity


Report shock dalla Germania. Peggiora recessione in Europa. Debito Italia record al 126,1%

L’Ifo tedesco è precipitato al minimo in più di due anni, calando per il sesto mese consecitivo. L’indice PMI Composite dell’Eurozona (grafico) al minimo in 40 mesi. Le politiche di austerity stanno uccidendo la regione. Sale al 126,1% del Pil il debito pubblico dell’Italia. Peggio di noi solo la Grecia.

Una raffica di dati macroeconomici negativi scuote l’Europa, appena reduce dal tonfo della vigilia di Wall Street e alle prese con il problema della crisi dei debiti sovrani. Shock dall’Ifo della Germania, l’indice che misura la fiducia delle imprese tedesche, che a ottobre registra un calo inatteso, attestandosi al minimo in più di due anni e mezzo: esattamente a 100 punti, contro i 101,5 punti attesi.

Ma le cattive notizie non finiscono qui. I numeri sul comparto manifatturiero in Europa sono anch’essi da brivido e non fanno altro che indicare quanto gli economisti vanno ripetendo da mesi, se non da anni. L’Europa sta morendo di austerity. Di fatto l’indice Markit Eurozone PMI Composite Output index, stando ai dati preliminari, ha segnato una flessione per il terzo mese consecutivo, scendendo dai 46,1 di settembre ai 45,8 punti di ottobre. Si tratta del minimo in ben 40 mesi.

Anche in questo caso si è messa in evidenza la performance deludente della Germania, che ha visto il proprio indice manifatturiero scendere a 45,7 punti dai 47,4 punti precedenti; l’indice dei servizi è rallentato invece da 49,7 punti a 49,3 punti.

“L’Eurozona è sprofondata ulteriormente nella crisi all’inizio del quarto trimestre – afferma Markit con un comunicato – con la produzione cumulativa dei settori manifatturiero e terziario in calo al tasso più rapido dal giugno del 2009”.

“I numeri di oggi rappresentano una sorpresa negativa e rafforzano le preoccupazioni di chi ritiene che il rallentamento dell’economia, nella regione, stia peggiorando – ha commentato Martin van Vliet, economista presso ING ad Amsterdarm – Qualsiasi ritorno a una crescita positiva, l’anno prossimo, sarà probabilmente lenta e graduale e rimarrà dipendente da eventuali progressi relativi alla risoluzione della crisi dei debiti”.

Peggiora intanto la situazione del debito pubblico dell’Italia che, stando ai dati Eurostat, è salito nel secondo trimestre al 126,1%, secondo soltanto alla Grecia (150,3%). Il debito pubblico complessivo dell’Eurozona, ha precisato l’istituto, si è attestato al 90%, mentre quello dell’Europa a 27 stati membri all’84,9%. Dopo l’Italia, seguono Portogallo (117,5%) e Irlanda (111,5%). I paesi con il debito pubblico più basso sono Estonia (7,3%), Bulgaria (16,5%) e Lussemburgo (20,9%).

WSI

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