Le qualità di un bravo capo? Un forte senso di colpa


Uno studio della Standford University’s School of Business spiega come mai alcune persone assumono più facilmente un ruolo da leader. Spesso è proprio la sensazione di non aver agito nel modo giusto a spingerli a intraprendere azioni positive che finiscono per premiarli.

Roberto Scaramuzza - Linkedin profile

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COMPETENZA, autorevolezza, intelligenza, carisma e velocità nel prendere decisioni. Saper motivare i dipendenti, ma anche delegare le responsabilità e pianificare il lavoro.

Sono molte le qualità di un bravo capo, ma ora uno studio rivela che fra quelle fondamentali per gestire al meglio un gruppo di lavoro, c’è il senso di colpa. L’autrice dello studio Rebecca Schaumberg della Standford University’s School of Business ha cercato di capire come mai negli uffici,  nelle fabbriche, nei negozi c’è sempre una persona disponibile ad affrontare ogni richiesta. Per questo l’esperta ha analizzato varie situazioni lavorative per controllare comportamenti e atteggiamenti psicologici. “C’è sempre qualcuno che deve organizzare la festa di Natale dell’azienda e si ricorre sempre a un volontario – spiega Schaumberg alla Bbc – . Ma come mai ci sono persone accettano, anche se si tratta di un lavoro extra, non pagato? Alla fine ho capito che a muovere tutto c’è il senso di colpa”.

Fra gli psicologi è abbastanza diffusa l’opinione che sia proprio il senso di colpa a muovere molte nostre azioni. Basta pensare quante volte si decide di rimanere in ufficio il venerdì sera, per essere sicuri di essere liberi durante il fine settimana. Questo perché è difficile sentirsi liberi e passare una serata senza pensieri, sapendo di avere ancora del lavoro arretrato. “Il senso di colpa porta ad agire in modo positivo e questo fa sì che in questo modo molte persone finiscano per assumere un ruolo da leader”, spiega Schaumberg.

I ricercatori della Standford University’s School of Business hanno fatto una serie di test su decine di gruppi di personeA ognuno veniva chiestoVi succede di guidare la vostra automobile e di travolgere un animale. Come vi sentite?”. Subito dopo aver risposto al quesito i partecipanti  venivano coinvolti in gruppi dove avevano la possibilità di risolvere un problema e di entrare nei panni  di un vero leader. Nel gioco di ruoli si è scoperto che i dirigenti sviluppavano più facilmente ‘il senso di colpa'”. In poche parole, la sensazione di non aver agito nel modo giusto spinge i futuri leader a intraprendere azioni positive che finiscono per premiarli. “Se pensiamo che quando le cose vanno male a Wall Street, con conseguenti ricadute economiche, i banchieri dovrebbero sentirsi in colpa nei confronti della società, ci sbagliamo – conclude Schaumberg -. In realtà possono sentirsi in debito con la loro azienda o le persone per le quali lavorano”.

Della questione si è occupata un’altra ricercatrice statunitense: Taya Cohen della Carnegie Mellon University, questa volta però con un’attenzione particolare all’etica dei dirigenti. Questa volta la domanda ricorrente era: “Sfruttereste dei lavoratori in nero?. Il 41% delle persone ‘con un tasso basso di senso di colpa’ ha risposto di ‘Sì’, mentre una percentuale ben più bassa (25%) delle persone con forte senso di colpa assumerebbe invece persone senza pagare loro i contributi.

Le due ricerche hanno anche messo in evidenza la differenza fra “vergogna” e “senso di colpa”. Secondo loro nel primo caso si è più propensi a scaricare le proprie responsabilità sugli altri e a nascondersi il più possibile. Nel secondo invece la persona sente il bisogno di correggere gli errori compiuti con un’azione positiva. Per questo, concludono i ricercatori, se vi sentite “sbagliati” per una qualche forma di colpa, non fatevi prendere dall’ansia. La cosa potrebbe portarvi lontano e anche molto in alto.

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