Il CIO sopravviverà all’affermazione del Cloud?


Da capo dell’IT a consulente e mediatore. Così dovrà trasformarsi il ruolo del Chief Information Officer perché possa continuare a svolgere un ruolo utile in azienda. Lo sostiene Brocade che ha sondato gli umori di 100 direttori IT europei
Roberto Scaramuzza - Linkedin profile

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L’affermazione del cloud e il fenomeno della democratizzazione dell’IT portano l’informatica fuori dal controllo dei dipartimenti aziendali e sollecitano l’evoluzione del ruolo dei CIO verso compiti differenti che richiedono nuove competenze, ma anche maggiori responsabilità. Questo emerge da un sondaggio commissionato da Brocade che ha coinvolto 100 CIO di aziende tra i 250 e i 3000 nell’area Emea, raccogliendo i loro timori e le aspettative di cambiamento.
Cloud: un fenomeno irreversibile
La metà dei CIO si aspetta un’ulteriore crescita nell’adozione del Cloud e un aumento delle business unit aziendali che si renderanno autonome nei processi d’acquisto IT, con una conseguente riduzione del tempo dedicato alla gestione delle infrastrutture.

Per tre quarti degli intervistati aumenta la preoccupazione che non vengano rispettati i requisiti minimi dei Service Level Agreement (SLA) e oltre la metà teme di non riuscire più a prevedere l’evoluzione dei volumi di dati e delle esigenze di banda, con rischi di downtime e rallentamenti nei tempi di risposta delle applicazioni.
Una fusione di ruoli fra CIO e COO?
L’indagine rivela come soltanto il 20% degli intervistati abbia timore che il ruolo attuale del CIO possa diventare obsoleto prima dei prossimi 10 anni.

C’è la convinzione che il CIO dovrà accollarsi una gamma ancora più vasta di attività. Un terzo degli intervistati ritiene in questo caso di poter assumere un ruolo ancora più rilevante nelle decisioni strategiche della propria azienda.

Il CFO non farà le veci del CIO, ma le preoccupazioni sull’impatto operativo dei servizi esternalizzati condurranno, secondo l’opinione dei CIO ad una fusione di ruoli tra CIO e COO (Chief Operations Officer), in quanto l’ICT aziendale diventa sempre più fondamentale per il business.
L’impegno sui temi delle policy e dell’accesso in rete
Lo sviluppo e il rafforzamento delle policy diventeranno elementi centrali per l’impegno del CIO negli ambiti che vanno dal risk management alla conformità con le normative di sicurezza fino alla gestione dell’accesso dei dispositivi alla rete aziendale, alla luce dell’adozione del BYOD (Bring Your Own Device) e della mobility.

Pochi CIO vedono in questi trend la scomparsa definitiva dell’ufficio come noi lo consideriamo, scorgendovi piuttosto un aumento dell’hot-desking e necessità d’investire in reti campus per assicurare l’accesso ai servizi essenziali, sia di proprietà sia forniti da terze parti.

Allo stesso tempo, la capacità di fornire consulenza e analisi sulle informazioni estrapolate dai crescenti volumi di dati frammentati offerti da risorse IT di proprietà e di terze parti diventerà sempre più importante. Più del 50% dei CIO coinvolti ammette che ottenere informazioni strategiche dai dati conservati su molteplici server o siti è già un problema significativo in realtà che stanno evolvendo verso i concetti di azienda virtuale.

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